IL TESORO DEI NAZISTI

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IL TESORO DEI NAZISTI

Circa 4 anni fa una questione molto delicata ha sconvolto il mondo dell'arte e dei musei, creando un caso mediatico in tutta Europa: qui di seguito sono riassunti i momenti principali della storia. Ho deciso di parlarne in occasione dell'apertura dell'esposizione dedicata del Kustmuseum di Berna proprio questo mese.

Settembre 2010 - Un anziano signore tedesco dal nome Cornelius Gurlitt viene controllato dagli agenti della dogana sul treno Zurigo - Monaco di Baviera, i quali lo trovano in possesso di 9.000 euro. Quello che era un controllo di routine, diventa per gli agenti l'inizio di un'indagine, a causa del comportamento sospetto dell'anziano signore, ritenuto colpevole di frode.

Marzo 2012 - La polizia tedesca ottiene il permesso di entrare in casa del signor Gurlitt a Monaco per fare una perlustrazione. Quello che aveva allarmato gli agenti è che Cornelius non aveva una previdenza sociale né un'assicurazione sanitaria, rimanendo così un fantasma per le autorità tedesche. Ciò nonostante, nel 2010 aveva venduto un famosissimo quadro alla casa d'aste Lempertz ottenendo così una considerevole somma di denaro per pagarsi le cure mediche. Il quadro in questione è "Il domatore di leoni" di Max Beckmann (nella foto in basso) che la Lempertz aveva scoperto essere di proprietà di una famiglia ebrea, senza per questo allertare chi di dovere. Durante la perlustrazione in casa di Cornelius, la polizia trova ben 1406 opere d'arte tra le quali alcune di Picasso e Matisse per un valore di 1 miliardo di euro. Niente di strano per un collezionista, se non fosse che Cornelius è il figlio del noto Hildebrand Gurlitt!

A questo punto la storia prende una piega inaspettata e per poter capire la portata di questa scoperta nel mondo dell'arte è necessario fare un passo indietro.

1933 - Germania. Hildebrand Gurlitt è un giovane mercante d'arte e direttore di museo, di origine ebrea e con una passione per l'espressionismo tedesco. Durante l'ascesa del nazismo, questi ultimi due elementi avrebbero potuto costargli cari, se non fosse che Hitler in persona lo scelse come uno dei quattro mercanti d'arte al suo servizio, che avevano due missioni: confiscare tutte le opere d'arte classica ai Paesi occupati con l'obiettivo di creare un grandioso museo a Linz; e raccogliere tutte le opere d'arte "degenerata" per motivi di propaganda.

Bisogna sapere che il giovane Hitler aveva avuto delle ambizioni artistiche, ma per due volte venne rifiutato dall'Accademia di Vienna. La sua passione era l'arte classica, e una volta al potere era intenzionato a riunire tutti i capolavori di questa corrente in un unico grande museo nella sua città natale. Purtroppo per lui, in quest'epoca gli artisti avevano fatto un passo in avanti, lavorando con degli stili che lui considerava degenerati. C'erano diverse ragioni per considerare l'arte degenerata come tale: prima fra tutte quella che andava contro il regime, poi quella realizzata da artisti ebrei e poi quella "moderna" che semplicemente non piaceva a Hitler.
Per sintetizzare, rientrano sotto la categoria di arte degenerata le seguenti scuole artistiche: la Secessione di Berlino (p. es. Edvard Munch e Max Liebermann); Die Brucke (p. es. Erns Ludwig Kirchner); Der Blaue Reiter (p. es. Vassily Kandisky e Franz Marc); il Bauhaus (p. es. Paul Klee) e l' Espressionismo più tardo (p. es. Otto Dix).

1937 - Monaco di Baviera. Viene aperta una grande mostra sull'arte degenerata per mostrare al popolo quale tipo di opere venivano proibite dal regime. Questa mostra ebbe un successo incredibile accogliendo 2 milioni di visitatori. 
Conoscendo il valore finanziario di queste opere, Hitler diede ordine di venderle invece di distruggerle, come invece ci si aspetterebbe. In questo modo, i suoi mercanti d'arte sono impegnati in un continuo scambio con acquirenti esteri per poter finanziare le operazioni militari della Germania.
Ricapitolando, durante gli anni del regime dei mercanti d'arte tra i quali Hildebrand Gurlitt, hanno il compito di confiscare tutte le opere d'arte che trovano per rivenderle all'estero, oppure per accrescere la collezione di Hitler.
Quello che ancora non vi ho detto è che, un uomo appassionato d'arte come Hildebrand, trafficando tutte queste opere, riesce a metterne da parte alcune per la sua collezione personale. I suoi preferiti erano gli espressionisti, ma sa riconoscere anche altri talenti.
Lavorando in questo modo, tra estorsioni e vendite forzate, mette da parte un numero considerevole di tele e disegni tutte per sé. 

1944 - Dresda. Hildebrand sposta qui tutta la sua collezione, e in seguito ad un bombardamento della città dichiara che tutto è andato perduto. In realtà aveva messo in salvo la collezione, della quale non si sentirà più parlare.
Dopo la fine della guerra, i Monuments Men si occupano di restituire le opere confiscare ai legittimi proprietari, se sopravvissuti.
1956 - Hildebrand Gurlitt muore in un incidente stradale, lasciando tutta la collezione d'arte al figlio Cornelius.
1960 - Cornelius Gurlitt si trasferisce silenziosamente a Monaco con la sua collezione, vivendo da eremita fino al controllo doganale di cui vi ho parlato all'inizio.

Novembre 2013 - La notizia di questo scandalo è pubblicata per la prima volta dal magazine tedesco "Focus".
Maggio 2014 - Cornelius Gurlitt muore all'età di 81 anni lasciando l'intera collezione al Kunstmuseum di Berna che prima di allora non aveva nessun legame con Cornelius.

Ora che la storia sembra finita, si aprono in realtà mille questioni che spetta al Kustmuseum risolvere.
Quando il museo ha accettato l'eredità, conosceva benissimo i difficili problemi etici che sarebbe stato chiamato a sciogliere. Insieme alla collezione infatti, è stata svelata una pagina di storia molto delicata che forse è giunta l'ora di chiarire. 
Alcune delle opere nascoste da Gurlitt sono state ora restituite ai legittimi proprietari e molte altre aspettano di essere analizzate per comprendere la loro provenienza.
Nel frattempo il Kustmuseum in collaborazione con la Bundeskunsthalle di Bonn, ha organizzato due esposizioni parallele per mostrare al pubblico le opere e spiegare a che punto sono le ricerche. 

Questa mostra è aperta a Berna dal 2 novembre 2017 al 4 marzo 2018, in seguito verrà esposta quella che ora è a Bonn dal 13 aprile al 1 luglio 2018.

Si tratta di un'esposizione curata con un'attenzione particolare al contesto storico e all'origine delle opere. Tutte le didascalie e i testi di sala sono in tedesco, ma esistono delle guide scritte in francese e inglese.
Le opere presenti ora a Berna sono tutte quelle che vennero etichettate come "arte degenerata" e se ne possono vedere alcune esposte al pubblico per la prima volta dalla loro creazione. Ogni tela o disegno riporta la sua provenienza, qualora fosse già stato chiarita e accanto all'esposizione è stato creato un atelier accessibile a tutti dove si spiega il metodo di ricerca adottato dal museo per risalire ai proprietari.
Si tratta di un esposizione che vuole mostrare come trattare in modo trasparente un problema così spinoso.
Speriamo che tutto ciò sia da esempio per altri attori del mercato dell'arte e che apra la strada per delle norme legali a questo proposito.

Ai seguenti link trovate:



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